Nato nel 1653 in una famiglia appartenente alla prestigiosa Casata Witten, Danju ha vissuto i suoi primi anni immerso negli ideali di lealtà, onore e dedizione. La Casata Witten era nota per il suo ruolo strategico nelle Libere Terre: un baluardo di stabilità e pragmatismo in un mondo diviso tra luce e oscurità.
Suo padre, un uomo di forte carattere e figura centrale della casata, era un ufficiale militare e un abile amministratore, che spesso parlava con orgoglio delle responsabilità degli Witten nel mantenere l’equilibrio nelle libere terre. Sua madre, invece, era una donna colta e compassionevole, che lo educò ai valori dell’empatia e dell’intelligenza emotiva. Cresciuto in un ambiente in cui le parole e le azioni avevano un peso significativo, il giovane imparò presto a calibrare le sue scelte con cautela, ma anche a combattere con tenacia per ciò che riteneva giusto.
Con l’avanzare degli anni, il declino della Casata Witten divenne sempre più evidente. Tensioni interne, lotte di potere e l’influenza di forze esterne portarono lentamente alla sua dissoluzione. Fu un momento doloroso, un taglio netto con le sue radici, che lo spinse a cercare una nuova identità al di fuori delle mura della casata. Questo evento segnò profondamente il suo carattere, rendendolo un uomo complesso, portatore di una forza interiore che si rifletteva nei suoi modi calmi e risoluti. Ma allo stesso segnato per sempre nella diffidenza e nella sua freddezza.
Il suo percorso militare iniziò con il servizio come Guardia Nobiliare, dove, grazie al suo lignaggio, trovò rapidamente una posizione nel palazzo del Re. Il servizio lo temprò, insegnandogli la disciplina e il valore del sacrificio. Tuttavia, il desiderio di mettere alla prova le sue capacità oltre i confini della nobiltà lo spinse a unirsi ai Moschettieri Grigi, un corpo noto per il suo pragmatismo e la sua neutralità. Qui affinò le sue abilità in combattimento.
Il tempo trascorso tra i Moschettieri Grigi lo avvicinò all’ideale di giustizia che guidava i Cavalieri della Città Lucente, un ordine che abbracciava la luce non solo come simbolo di purezza, ma come principio morale. Nonostante il breve periodo trascorso con i Cavalieri, Danju portò con sé la loro filosofia, aggiungendo un nuovo strato di profondità alla sua visione del mondo. L’ultimo capitolo del suo viaggio lo condusse tra le fila dei Moschettieri Bianchi, dove si distinse per la sua maestria con la spada e per la sua capacità di guidare uomini anche nelle situazioni più difficili.
Ora, nel 1683, dopo 10 anni lontano da Due città, Danju è un uomo senza un luogo a cui appartenere, ma non senza uno scopo. Vive nelle Libere Terre guardando al futuro con una miscela di nostalgia per ciò che ha perso e determinazione a costruire qualcosa di nuovo. Porta con sé l’eredità della Casata Witten: non un nome, ma un principio, quello di trovare equilibrio in un mondo fatto di luce e oscurità.
NEUTRALE PURO
